Il Pavone

Pavone comune

Il Pavone comune (Pavo Cristatus) è un uccello della famiglia dei fasanidi, originario dell’India dove vive selvatico,  io mi innamorai di loro proprio vedendoli nella foresta in mezzo alle rovine di un palazzo antico, uno spetaccolo stupendo che non si dimentica facilmente.

Introdotto in Italia dai Romani, che in realtà furono poco attratti dal suo splendore, preferendolo come cibo data la prelibatezza delle sue carni. Nella mitologia è legato ad Hera-Giunone, la leggenda narra infatti che la Dea, gelosa del marito Zeus-Giove, lo facesse sorveglaire da Argo, essere con cento occhi. Zeus furioso uccise il povero Argo ma la moglie ne conservò gli occhi nella coda del Pavone che divenne uno degli animali a lei cari. Un’ altra bellissima storia (scritta da Fedro)  ci narra che il Pavone però si lamentasse con la Dea della propria voce: Il pavone andò da Giunone, mal sopportando che non gli avesse attribuito il canto dell’usignolo; questo sì che suscitava l’ammirazione di tutti gli uccelli, mentre lui era deriso non appena emetteva la sua voce. Allora la dea, per consolarlo, disse: “Ma tu in bellezza lo vinci, lo vinci in grandezza; lo splendore dello smeraldo rifulge sul tuo collo, e dispieghi con le tue piume variopinte una coda tempestata di gemme”. “A che mi serve”, disse il pavone, “una bellezza muta, se sono vinto nel canto?” “Il fato, a suo arbitrio, vi ha assegnato le parti: a te la bellezza, la forza all’aquila, all’usignolo la dolcezza canora, la profezia al corvo, i presagi favorevoli alla cornacchia, se da sinistra, e tutti sono contenti delle proprie doti. Non pretendere quello che non ti è stato dato, perché la speranza delusa non si trasformi in lamentela”.

Anche nella propria terra di origine è un’animale sacro poichè splendido e vincente (sconfigge e cattura anche i cobra) viene legato a Buddha che infatti si sarebbe ripresentato (in una delle sue innumerevoli reincarnazioni) proprio in forma di Pavone.

Per noi occidentali è il simbolo della vanità, da cui il termine pavoneggiarsi, ma anche di Cristo poichè per i primi cristiani rappresentava la resurrezzione (la splendida ruota cade e rinasce) e anche la vita eterna di Cristo poichè nell’immaginario popolare dei pagani la carne del Pavone non si decomponeva.

Allevato oggi a scopo ornamentale è un animale stupendo che ha però bisogno di grandi spazi, ama dormire molto in alto, anche sui tetti, ed emette nella stagione degli amori, un lugubre richiamo che assomiglia ad un urlo. si ambienta bene nei giardini e nei parchi dove può vivevere libero senza allontanarsi mai troppo. I Pavoni sono maturi sessualmente a tre anni e la ruota diventa più bella a partire dal quarto. Oltre alla colorazione classica detta blu comune ne esistono molte altre ottenute in catività. Il nigripennis, il cui maschio presenta notevoli varianti di piumaggio (splendido con le ali nere dai) magnifici riflessi blu e verdi) mentre la femmina invece è bianca o molto chiara ma con stiature scure. Il bianco, l’arlecchino (colore misto fra bianco e blu comune), il cammeo, il pesca, il nero e molte altre.

Attualmente noi lo alleviamo nella colorazione blu-comune, nigripennis, bianca e arlecchino.

Oltre al Pavo Cristatus esiste il Pavone specifero (Pavo Muticus) che differisce sia per la colorazione più tendente al verde e al dorato, per le dimensioni maggiori e  per il fatto di non emettere il caratteristico richiamo.

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